La Tomba Brion

Tomba BrionDa una ventina d'anni S. Vito è meta di un flusso ininterrotto di visitatori italiani e stranieri, che qui giungono per immergersi nella visita della monumentale Tomba Brion, progettata da Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti italiani del '900, ed eseguita tra il 1970 ed il 1975.

Carlo Scarpa, nato a Venezia il 2 giugno 1906 e morto a Tokyo il 27 novembre 1978, insegnò dal 1962 all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ma sin dagli anni '20 fu protagonista di un'intensa produzione, nella quale, a titolo puramente esemplificativo, si possono citare la sistemazione del palazzo Abatellis di Palermo (1953-54), gli interventi a Ca' Foscari (Venezia 1956) e nella Gypsoteca di Possagno (1956-57), ed il restauro del museo di Castelvecchio a Verona (1964).

Moltissimi sono anche i progetti redatti per residenze private, per edifici commerciali e pubblici, e per l'allestimento di grandi mostre.

L'opera di S. Vito, tuttavia, costituisce l'apice dell'attività di Scarpa, che essendo di ciò pienamente cosciente "riversa qui tutta la sua vasta cultura architettonica, artistica, letteraria, oltre alla sua profonda sapienza artigianale". Circa quest'ultimo aspetto, gli storici Mazzariol e Barbieri scrivono: "Appartiene alla leggenda la suprema inabilità manuale di Carlo Scarpa, e il suo pertanto docile ed ostinatissimo affidarsi alle mani degli artigiani, discutendo lunghissimamente con loro e quasi associandoli in un rapporto di parità al proprio operare progettuale". Ne derivava una profonda conoscenza di ogni materiale e di tutte le sue possibili funzioni, con risultati che nella Tomba Brion sono particolarmente evidenti.

Tomba BrionQuesto monumento, scrivono ancora Mazzariol e Barbieri, «parla dell'intera attività di Carlo, e di tutto il suo complesso, ricchissimo rapporto con le realtà che ha incontrato, [...] dell'architettura contemporanea, [...] c'è il ricordo di Wright e c'è Vienna nella porta bianca, incantevole della chiesa; e ci sono cento altre citazioni, dalle pietre lombardesche inserite nelle pareti, ancora della chiesa, alla pagoda orientale. Ma così è un voler leggere solo gli stilemi che, in un certo senso, dovevano esserci e non ciò che, viceversa, esiste: cioè il grande stile di Scarpa». Il vasto giardino, cintato da un muro inclinato che invita al raccoglimento, oltre il quale si intravede il profilo dei vicini colli asolani e, più in là, del massiccio del Grappa, è annesso al piccolo cimitero del paese.

Alla Tomba Brion si accede attraverso i propilei. Quindi, percorrendo il portico, si perviene al padiglione della meditazione attorniato dall’acqua e da ninfee. Proseguendo a nord troviamo l’arcosolio che copre le arche dei capostipiti della famiglia committente. Nei pressi vi è la tenda-caverna, che ospita le tombe dei parenti, dalla quale si giunge alla cappella, isolata nell'acqua.

È questo uno dei punti nodali dell'intera architettura, sicuramente tra quelli maggiormente indagati in sede progettuale, al fine di equilibrare in modo ottimale il fragile e cangiante rapporto fra luce ed acqua. L'itinerario nella Tomba prosegue poi verso l'orto dei cipressi che avvia verso l’esterno.

Carlo Scarpa è sepolto in un angolo, quasi nascosto, ed esterno a questa sua opera che è stata definita “la duplicazione [...] dei suoi occhi”, all'interno di un monumento funerario che “non è il luogo della pietà [...] nemmeno il luogo di un riposo eterno: di un gioco invece, un eden ripreso alla fine della storia convulsa dell'uomo e conservando e trasfigurando tutto ciò che l'uomo ha prodotto per millenni”.

Tomba Brion

Orario di apertura del cimitero

orario estivo:

    * dal 01/04 al 30/09
      ore 08.00-20.00

orario invernale:

    * dal 01/10 al 31/03
      ore 08.00-17.30